L’ortografia per la classe terza prevede attività che mirano ad acquisire e padroneggiare una competenza ortografica maggiormente strutturata e completa secondo le regole stabilite, che vada oltre la corrispondenza biunivoca tra suono e grafema.
Alcuni potrebbero obiettare che è presto per proporre una ortografia strutturata a 8 anni. Sbagliato!
È proprio sui 7/8 anni che sono disponibili le abilità di base necessarie per una corretta scrittura: la coordinazione nel movimento, l’orientamento e l’organizzazione spazio-temporale, la coordinazione oculo-manuale, l’interiorizzazione dello schema corporeo, la memoria sequenziale, il linguaggio, il senso del ritmo, il processo di simbolizzazione, la capacità di discriminazione e di transcodifica suono-segno.
Inoltre l’ortografia non è solo ortografia. Conoscerla non è un optional. Non è un mero accessorio. Scrivere lo visto invece di l’ho visto fa una bella differenza. Saperlo scrivere nel modo giusto non solo evita brutte figure, ma ha in qualche modo a che vedere con una funzione straordinaria della nostra mente: la strutturazione del pensiero. Significa sapere cosa si scrive, significa conoscere, e ri-conoscere, il senso di quelle tre parole. Significa discernere, separare, distinguere.
La conoscenza delle regole legate alla morfologia procede di pari passo con l’acquisizione degli apprendimenti grammaticali e e una graduale familiarità con l’universo della lettura dei testi d’autore.
Le abilità sono acquisite grazie al lavoro collettivo che aiuta i bambini a interiorizzare più efficacemente le loro competenze e crea un clima di classe positivo basato sulla collaborazione e non sulle prestazioni del singolo.
Il termine ortografia significa ‘scrittura corretta’ e si riferisce all’uso scritto di una lingua secondo regole stabilite…(omissis). Ogni lingua, quando passa da un uso esclusivamente orale a un uso scritto, tende a stabilire e a fissare determinate regole, sia per evitare possibili ambiguità interpretative (che possono dipendere dai numerosi omonimi che ogni lingua presenta, particolarmente insidiosi se relativi a parole “grammaticali”), sia anche per consentire il riconoscimento della lingua stessa e della comunità che la usa. L’ortografia ha avuto spesso, nella storia delle lingue, un valore che oggi definiremmo “identitario”.
Paolo D’Achille, responsabile del Servizio di Consulenza linguistica della Crusca
ARGOMENTI INSERITI (inserimento in progress)
CE – CIE
SCE – SCIE
GN – N (esclusi i verbi in -gnare)
CQU ed eccezioni
L’HO – L’HAI – L’HANNO …
ME L’HA – TE L’HO …
GE – GIE
GLI – LI
CU – QU ed eccezioni
ACCENTO (con monosillabi accentati)
GLIEL’HO …
M’È … – VA’ …